Lettera (mai spedita) di Frida Kahlo a Diego Rivera – Città del Messico
La mia notte… che non vorrei più…La mia notte è come un grande cuore che pulsa.
Sono le tre e trenta del mattino. La mia notte è senza luna. La mia notte ha grandi occhi che guardano fissi una luce grigia che filtra dalle finestre. La mia notte piange e il cuscino diventa umido e freddo. La mia notte è lunga e sembra tesa verso una fine incerta. La mia notte mi precipita nella tua assenza. Ti cerco, cerco il tuo corpo immenso vicino al mio, il tuo respiro, il tuo odore. La mia notte mi risponde: vuoto; la mia notte mi dà freddo e solitudine. Cerco un punto di contatto: la tua pelle. Dove sei? Dove sei? Mi giro da tutte le parti, il cuscino umido, la mia guancia vi si appiccica, i capelli bagnati contro le tempie. Non è possibile che tu non sia qui. La mie mente vaga, i miei pensieri vanno, vengono e si affollano, il mio corpo non può comprendere. Il mio corpo ti vorrebbe. Il mio corpo, quest’area mutilata, vorrebbe per un attimo dimenticarsi nel tuo calore, il mio corpo reclama qualche ora di serenità. La mia notte è un cuore ridotto a uno straccio. La mia notte sa che mi piacerebbe guardarti, seguire con le mani ogni curva del tuo corpo, riconoscere il tuo viso e accarezzarlo. La mia notte mi soffoca per la tua mancanza. La mia notte palpita d’amore, quello che cerco di arginare ma che palpita nella penombra, in ogni mia fibra. La mia notte vorrebbe chiamarti ma non ha voce. Eppure vorrebbe chiamarti e trovarti e stringersi a te per un attimo e dimenticare questo tempo che massacra. Il mio corpo non può comprendere. Ha bisogno di te quanto me, può darsi che in fondo, io e il mio corpo, formiamo un tutt’uno. Il mio corpo ha bisogno di te, spesso mi hai quasi guarita. La mia notte si scava fino a non sentire più la carne e il sentimento diventa più forte, più acuto, privo della sostanza materiale. La mia notte mi brucia d’amore.
Sono le quattro e trenta del mattino. La mia notte mi strema. Sa bene che mi manchi e tutta la sua oscurità non basta a nascondere quest’evidenza che brilla come una lama nel buio, la mia notte vorrebbe avere ali per volare fino a te, avvolgerti nel sonno e ricondurti a me. Nel sonno mi sentiresti vicina e senza risvegliarti le tue braccia mi stringerebbero. La mia notte non porta consiglio. La mia notte pensa a te, come un sogno a occhi aperti. La mia notte si intristisce e si perde. La mia notte accentua la mia solitudine, tutte le solitudini. Il suo silenzio ascolta solo le mie voci interiori. La mia notte è lunga, lunga, lunga. La mia notte avrebbe paura che il giorno non appaia più ma allo stesso tempo la mia notte teme la sua apparizione, perché il giorno è un giorno artificiale in cui ogni ora vale il doppio e senza di te non è più veramente vissuta. La mia notte si chiede se il mio giorno somiglia alla mia notte. Cosa che spiegherebbe la mia notte, perché tempo anche il giorno. La mia notte ha voglia di vestirmi e di spingermi fuori per andare a cercare il mio uomo. Ma la mia notte sa che ciò che chiamano follia, da ogni ordine, semina disordine, è proibito. La mia notte si chiede cosa non sia proibito. Non è proibito fare corpo con lei, questo, lo sa, ma si irrita nel vedere una carne fare corpo con lei sul filo della disperazione. Una carne non è fatta per sposare il nulla. La mia notte ti ama fin nel suo intimo, e risuona anche del mio. La mia notte si nutre di echi immaginari. Essa, può farlo. Io, fallisco. La mia notte mi osserva. Il suo sguardo è liscio e si insinua in ogni cosa. La mia notte vorrebbe che tu fossi qui per insinuarsi anche dentro di te con tenerezza. La mia notte ti aspetta. Il mio corpo ti attende. La mia notte vorrebbe che tu riposassi nell’incavo della mia spalla e che io riposassi nell’incavo della tua. La mia notte vorrebbe essere spettatrice del mio e del tuo godimento, vederti e vedermi fremere di piacere. La mia notte vorrebbe vedere i nostri sguardi e avere i nostri sguardi pieni di desiderio. La mia notte vorrebbe tenere fra le mani ogni spasmo. La mia notte diventerebbe dolce. La mia notte si lamenta in silenzio della sua solitudine al ricordo di te. La mia notte è lunga, lunga, lunga. Perde la testa ma non può allontanare la tua immagine da me, non può dissipare il mio desiderio. Sta morendo perché non sei qui e mi uccide. La mia notte ti cerca continuamente. Il mio corpo non riesce a concepire che qualche strada o una qualsiasi geografia ci separi. Il mio corpo diventa pazzo di dolore di non poter riconoscere nel cuore della notte la tua figura o la tua ombra. Il mio corpo vorrebbe abbracciarti nel sonno. Il mio corpo vorrebbe dormire in piena notte e in quelle tenebre essere risvegliato al tuo abbraccio. La mia notte urla e si strappa i veli, la mia notte si scontra con il proprio silenzio, ma il tuo corpo resta introvabile. Mi manchi tanto, tanto. Le tue parole. Il tuo colore. Fra poco si leverà il sole.
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lunedì, maggio 5
lunedì, dicembre 9
attese
Ti ho aspettato...un secondo, un attimo, un'ora, un giorno, una settimana, un mese.
Poi i mesi sono aumentati. Tu non c'eri.
E i mesi andavano avanti, troppo lenti, troppo veloci.
Dopo è passato un anno e io ero ancora lì a sperare nel tuo ritorno.
Ora ho smesso.
Sono ferma qui, ho deciso di non sperarci più, ma ti confesso un segreto: sono qui ancora solo per te.
Poi i mesi sono aumentati. Tu non c'eri.
E i mesi andavano avanti, troppo lenti, troppo veloci.
Dopo è passato un anno e io ero ancora lì a sperare nel tuo ritorno.
Ora ho smesso.
Sono ferma qui, ho deciso di non sperarci più, ma ti confesso un segreto: sono qui ancora solo per te.
giovedì, novembre 7
oggi.
"..lei era diversa, sembrava che nemmeno poggiasse i piedi per terra quando camminava. Aveva quell' aria sognante ma i suoi occhi erano attenti. Era dolce ma sapeva allontanarti con uno sguardo, era piena di "quel non so che"; aveva un mondo dentro che teneva ben nascosto e lui ne era affascinato. Non sapeva mai cosa aspettarsi, era bella, ma non bella da esposizione : bella da amare, da stringere forte, da riderci insieme, da scherzarci insieme come due bambini. Era piccola, da abbracciare con cura e faceva paura. Il suo sorriso esagerato non copriva il dolore in fondo ai suoi occhi... È lui, perdendosi in quegli occhi, non avrebbe potuto fare altro, che andare via e dannarsi l'anima per il resto dei suoi giorni o innamorarsene perdutamente.." Vjollca Lika
martedì, agosto 6
04.08.06
I'd been living to see you
Dying to see you but it shouldn't be like this
This was unexpected
What do I do now?
Could we start again please
I'd been very hopeful so far
Now for the first time I think we're going wrong
Hurry up and tell me
This is just a dream
Or could we start again please
Dying to see you but it shouldn't be like this
This was unexpected
What do I do now?
Could we start again please
I'd been very hopeful so far
Now for the first time I think we're going wrong
Hurry up and tell me
This is just a dream
Or could we start again please
mercoledì, aprile 10
Sogni
Tolto l'ultimo periodo non sogno quasi mai.
Ma ieri sei tornato Tu.
Ti ho sognato tutta la notte.
Eri nuovamente con me...bello come non mai, allegro come sempre.
E mi tenevi la mano con una dolcezza infinita.
Io Ti ho guardato. Guardato bene.. mi sono accorta subito che eri giovane.
Ancora troppo giovane nonostante gli anni passati.
Anche Tu mi hai guardato e mi hai detto sorridendo "..tanto io mi uccido..", gelandomi in un attimo e riportandomi alla percezione del sogno.
Ma ieri sei tornato Tu.
Ti ho sognato tutta la notte.
Eri nuovamente con me...bello come non mai, allegro come sempre.
E mi tenevi la mano con una dolcezza infinita.
Io Ti ho guardato. Guardato bene.. mi sono accorta subito che eri giovane.
Ancora troppo giovane nonostante gli anni passati.
Anche Tu mi hai guardato e mi hai detto sorridendo "..tanto io mi uccido..", gelandomi in un attimo e riportandomi alla percezione del sogno.
lunedì, aprile 8
riflessioni vecchie, nuove soluzioni.
Stavo rileggendo vecchie riflessioni su questa specie di blog e poi su di un altro ho trovato una soluzione alla quale non avevo mai pensato...è molto probabile che la mia anima gemella sia già morta.
Bè se fosse così....allora ditelo!
Bè se fosse così....allora ditelo!
martedì, settembre 20
sempre a Te..così lontano..
Sempre lontano
Ami tutte a modo tuo
Ami tutte le donne
Sei bello come un dio
Dopo di me
Amori stupidi
Avere amanti che hai, lo sai
Improbabili ed inutili, come fai
Solamente tu, dimenticarti è difficile
Eri un po’ di piu
Mi piaceva come amavi tu
Quanto sai fare l’uomo
Se non ci sono io
Ti consumi in un giorno
Nell’attesa di un addio
Lo so da me, qual è il tuo limite
Tutte le donne che vuoi, che hai
Ma d’amore tu non muori mai
Proprio mai
Solamente tu, dimenticarti è difficile
Eri un po’ di piu
Mi piaceva come amavi tu
Solo tu solo tu
Solamente tu, dimenticarti è difficile
Non ti voglio piu, ma era bello
Come amavi tu, solo tu solo tu
(L'uomo che amava le donne - nina zilli)
Ami tutte a modo tuo
Ami tutte le donne
Sei bello come un dio
Dopo di me
Amori stupidi
Avere amanti che hai, lo sai
Improbabili ed inutili, come fai
Solamente tu, dimenticarti è difficile
Eri un po’ di piu
Mi piaceva come amavi tu
Quanto sai fare l’uomo
Se non ci sono io
Ti consumi in un giorno
Nell’attesa di un addio
Lo so da me, qual è il tuo limite
Tutte le donne che vuoi, che hai
Ma d’amore tu non muori mai
Proprio mai
Solamente tu, dimenticarti è difficile
Eri un po’ di piu
Mi piaceva come amavi tu
Solo tu solo tu
Solamente tu, dimenticarti è difficile
Non ti voglio piu, ma era bello
Come amavi tu, solo tu solo tu
(L'uomo che amava le donne - nina zilli)
venerdì, agosto 6
04.08.06 ore 12.05
sei anni fa.
sei secoli fa.
ti ricordo spesso Riccardo.
ma hai sempre più i contorni sfuocati.
sei sempre più evanescente.
mi ricordo benissimo di te.
ma ricordo sempre meno i dettagli..
cosa ti piaceva mangiare
il suono della tua voce
il tuo modo di ridere
la tua calligrafia.
la consisenza della tua pelle.
che peccato tu non possa tornare a rinfrescarmi la memoria.
sei secoli fa.
ti ricordo spesso Riccardo.
ma hai sempre più i contorni sfuocati.
sei sempre più evanescente.
mi ricordo benissimo di te.
ma ricordo sempre meno i dettagli..
cosa ti piaceva mangiare
il suono della tua voce
il tuo modo di ridere
la tua calligrafia.
la consisenza della tua pelle.
che peccato tu non possa tornare a rinfrescarmi la memoria.
lunedì, luglio 5
sopraffatta e umiliata.
non ci sarebbe altro da aggiungere se non fosse che sono logorroica e non ce la farei a finire qua.
se solo avessi il dono della sintesi..
non è l'inizio di un post su ciò che non va di me, esteticamente parlando. non che non ci sia più nulla da dire, ma non è questo il punto.
e non è nemmeno il non aver passato (ancora una volta) l'esame..tutto sommato è da un bel po' di anni che non sono più la "prima della classe". ho quasi imparato a convivere con la mia tranquilla mediocrità. a cercare di accettare i miei limiti di persona comune.
è l'umiliazione..
ho fatto una scelta (che si è rivelata si sbagliata, ma ex post è sempre tutto facile) che non mi ha portato a nulla di buono se non la mortificazione del mio cervello (peraltro già di per se non molto esaltato).
ho fatto fatica e sacrifici e mi vedo soffiare da sotto gli occhi il risultato. ma soprattutto senza troppa fatica.
il sapere che con nonchalance queste due hanno raggiunto ciò che io faticosamente voglio raggiungere, mi fa soffrire.
forse non ho la stoffa per passare questo esame..probabilmente devo solo accettare di essere mediocemente incapace..forse non è questo che si vorrà da me.
semplicemente dovrò farmene una ragione. ancora una volta. anche per questo.
probabilmente la mia mediocrità non mi permetterà di sopportare questa pubblica umiliazione..girerò i tacchi e me ne andrò..a far che poi?
anche perchè, nella mia stupidità, non ho previsto un piano B.
e quindi non so che fare se non quello che sto provando (senza successo) a fare.
ed è un bel caos.
per quel che vale, è meglio che ci pensi seriamente...non è più ne il tempo no il luogo per starsene qua in panciolle..devo davvero programmare questo maledetto piano di riserva. per non annegare ancora una volta al prossimo e inevitabile fallimento.
dovrei dare un senso a questa sbrodolata di frasi che ho scritto..ma chissenefrega oramai?
se davvero tutto passasse e niente restasse, sarei in attesa..sarebbe solo questione di poco..ma invece è da lunedì che l'inferno avrà davvero inizio.
non sono forte
non sono sicura che andrà a finire bene
non ci sarebbe altro da aggiungere se non fosse che sono logorroica e non ce la farei a finire qua.
se solo avessi il dono della sintesi..
non è l'inizio di un post su ciò che non va di me, esteticamente parlando. non che non ci sia più nulla da dire, ma non è questo il punto.
e non è nemmeno il non aver passato (ancora una volta) l'esame..tutto sommato è da un bel po' di anni che non sono più la "prima della classe". ho quasi imparato a convivere con la mia tranquilla mediocrità. a cercare di accettare i miei limiti di persona comune.
è l'umiliazione..
ho fatto una scelta (che si è rivelata si sbagliata, ma ex post è sempre tutto facile) che non mi ha portato a nulla di buono se non la mortificazione del mio cervello (peraltro già di per se non molto esaltato).
ho fatto fatica e sacrifici e mi vedo soffiare da sotto gli occhi il risultato. ma soprattutto senza troppa fatica.
il sapere che con nonchalance queste due hanno raggiunto ciò che io faticosamente voglio raggiungere, mi fa soffrire.
forse non ho la stoffa per passare questo esame..probabilmente devo solo accettare di essere mediocemente incapace..forse non è questo che si vorrà da me.
semplicemente dovrò farmene una ragione. ancora una volta. anche per questo.
probabilmente la mia mediocrità non mi permetterà di sopportare questa pubblica umiliazione..girerò i tacchi e me ne andrò..a far che poi?
anche perchè, nella mia stupidità, non ho previsto un piano B.
e quindi non so che fare se non quello che sto provando (senza successo) a fare.
ed è un bel caos.
per quel che vale, è meglio che ci pensi seriamente...non è più ne il tempo no il luogo per starsene qua in panciolle..devo davvero programmare questo maledetto piano di riserva. per non annegare ancora una volta al prossimo e inevitabile fallimento.
dovrei dare un senso a questa sbrodolata di frasi che ho scritto..ma chissenefrega oramai?
se davvero tutto passasse e niente restasse, sarei in attesa..sarebbe solo questione di poco..ma invece è da lunedì che l'inferno avrà davvero inizio.
non sono forte
non sono sicura che andrà a finire bene
mercoledì, febbraio 25
Stop all the clocks, cut off the telephone,
Prevent he dog from barking with a juicy bone,
Silence the pianos and with muffled drum
Bring out the coffin, let the mourners come.
Let aeroplanes circle moaning overheadScribbling on the sky the message He Is Dead,
Put crêpe bows round the white necks of the public doves,
Let the traffic policemen wear black cotton gloves.
He was my North, my South, my East and West,
My working week and my Sunday rest,
My noon, my midnight, my talk, my song;
I thought that love would last for ever: I was wrong.
The stars are not wanted now: put out every one;
Pack up the moon and dismantle the sun;
Pour away the ocean and sweep up the wood;
For nothing now can ever come to any good.
W.H.Auden
Prevent he dog from barking with a juicy bone,
Silence the pianos and with muffled drum
Bring out the coffin, let the mourners come.
Let aeroplanes circle moaning overheadScribbling on the sky the message He Is Dead,
Put crêpe bows round the white necks of the public doves,
Let the traffic policemen wear black cotton gloves.
He was my North, my South, my East and West,
My working week and my Sunday rest,
My noon, my midnight, my talk, my song;
I thought that love would last for ever: I was wrong.
The stars are not wanted now: put out every one;
Pack up the moon and dismantle the sun;
Pour away the ocean and sweep up the wood;
For nothing now can ever come to any good.
W.H.Auden
mercoledì, dicembre 3
errori
ho fatto molti errori.
questo non è stato il primo..mi sono spesso imbarcata in storie che sapevo non avrebbero avuto futuro, ho scelto partner poco affidabili, ho ucciso molta gente per il sapore del sangue..della caccia e della violenza.
ho assecondato troppe volte l'istinto selvaggio di dar dolore alla gente.
ma sicuramente questo sarà l'ultimo errore.
sono qua seduta sul pavimento spalle al muro..in tutti i sensi.
sento il flusso del sangue che scorre..la pulsione del cuore che pompa..
ho il viso coperto di sudore e la bocca che sa di sale.
forse sono le lacrime..ma il sapore non è molto diverso in fondo.
ho il respiro spezzato e lo stomaco stretto come un pugno.
mi asciugo le mani sulla camicia bianca (la mia preferita, quella che ha i bottoni fino a metà braccio, quella che ti fa impazzire)..tiro fuori il caricatore stando attenta a tenere la testa in giù.
tredici colpi.
questa è la distanza che mi separa dalla soluzione a tutto.
rimetto dentro il caricatore e porto il colpo in canna.
clik
cerco di recuperare un po' d'aria per mettere insieme il mio ultimo respiro e senza pensarci troppo mi alzo per uscire dal mio riparo.
mentre sollevo la pistola per inquadrare il tuo viso tra le tacche del mirino, mi viene in mente tutto quello che ci ha portato a questo..
come abbiamo fatto a non accorgerci di quanto stessimo esagerando?
e mi perdo ancora una volta nel tuo viso..nel ricordo delle cose belle che mi hai dato.
in fondo è questo che ha sopito la bestia fino ad ora..
ma è l'ultima cosa che sento prima del lampo che ti scaravento addosso.
sono tornata.
questo non è stato il primo..mi sono spesso imbarcata in storie che sapevo non avrebbero avuto futuro, ho scelto partner poco affidabili, ho ucciso molta gente per il sapore del sangue..della caccia e della violenza.
ho assecondato troppe volte l'istinto selvaggio di dar dolore alla gente.
ma sicuramente questo sarà l'ultimo errore.
sono qua seduta sul pavimento spalle al muro..in tutti i sensi.
sento il flusso del sangue che scorre..la pulsione del cuore che pompa..
ho il viso coperto di sudore e la bocca che sa di sale.
forse sono le lacrime..ma il sapore non è molto diverso in fondo.
ho il respiro spezzato e lo stomaco stretto come un pugno.
mi asciugo le mani sulla camicia bianca (la mia preferita, quella che ha i bottoni fino a metà braccio, quella che ti fa impazzire)..tiro fuori il caricatore stando attenta a tenere la testa in giù.
tredici colpi.
questa è la distanza che mi separa dalla soluzione a tutto.
rimetto dentro il caricatore e porto il colpo in canna.
clik
cerco di recuperare un po' d'aria per mettere insieme il mio ultimo respiro e senza pensarci troppo mi alzo per uscire dal mio riparo.
mentre sollevo la pistola per inquadrare il tuo viso tra le tacche del mirino, mi viene in mente tutto quello che ci ha portato a questo..
come abbiamo fatto a non accorgerci di quanto stessimo esagerando?
e mi perdo ancora una volta nel tuo viso..nel ricordo delle cose belle che mi hai dato.
in fondo è questo che ha sopito la bestia fino ad ora..
ma è l'ultima cosa che sento prima del lampo che ti scaravento addosso.
sono tornata.
giovedì, ottobre 9
nessuno riuscirà a prendermi
ho deciso che ricomincerò a scappare.
non ne val la pena abbandonarsi e "dipendere" da qualcun'altro..
non ci si può fidare delle persone..soprattutto di quelle che dicono di amarti.
la gente dice di volerti bene..e poi ti usa per colmare il vuoto affettivo.
dice di amarti..e vuole sesso.
dice che sei importante e che "come te nessuno mai"..ma chiede sempre altro..cerca sempre altro..
non sarai mai all'altezza delle aspettative/richieste/volontà degli altri.
quindi perchè farsi del male?
perchè continuare ad illudersi che questa sarà la volta buona..pensare che qualcuno nel mondo saprà apprezzarmi per quello che sono, per quello che so?
stare solo sarà sicuramente triste.e non mi piacerà molto..ma forse si riuscirà a colmare la sensazione di disagio..prima o poi.
continuare così è solo acuire il senso di inadeguatezza che mi pervade tutte le volte..metto fine al mio suplizio.
nessuno riuscirà a prendermi..perchè non voglio farmi prendere.
mai.
mai più.
non ne val la pena abbandonarsi e "dipendere" da qualcun'altro..
non ci si può fidare delle persone..soprattutto di quelle che dicono di amarti.
la gente dice di volerti bene..e poi ti usa per colmare il vuoto affettivo.
dice di amarti..e vuole sesso.
dice che sei importante e che "come te nessuno mai"..ma chiede sempre altro..cerca sempre altro..
non sarai mai all'altezza delle aspettative/richieste/volontà degli altri.
quindi perchè farsi del male?
perchè continuare ad illudersi che questa sarà la volta buona..pensare che qualcuno nel mondo saprà apprezzarmi per quello che sono, per quello che so?
stare solo sarà sicuramente triste.e non mi piacerà molto..ma forse si riuscirà a colmare la sensazione di disagio..prima o poi.
continuare così è solo acuire il senso di inadeguatezza che mi pervade tutte le volte..metto fine al mio suplizio.
nessuno riuscirà a prendermi..perchè non voglio farmi prendere.
mai.
mai più.
mercoledì, settembre 24
rivendica il tuo diritto su te stesso e il tempo che fino ad oggi ti veniva portato via o carpito o andava perduto raccoglilo e fanne tesoro.
convinciti che è proprio così come scrivo: certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. ma la cosa più vergognosa è perder tempo per negligenza. pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilagua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell'agire diversamente dal dovuto.
puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valre al suo tempo, e alla sua giornata, che capisca di morire ogno giorno?
ecco il nostro errore: vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata.
dunque, metti a frutto ogni minuto, sarai meno schiavo del futuro, se ti impadronirai del presente. tra un rinvio e l'altro la vita se ne va.
niente ci appartiene, solo il tempo è nostro. la natura ci ha reso padroni di questo solo bene, sfuggevole e labile..chiunque voglia può privarcene.
gli uomini sono tanto sciocchi che se ottengono beni insignificanti, di nessun valore e in ogni caso compesabili, accettano che vengano loro messi in conto e, invece, nessuno pensa di dover niente per il tempo ricevuto, quando è proprio l'unica cosa che neppure una persona riconoscente più restituire.
ti chiederai forse come mi comporti io che do questi consigli. te lo dirò francamente: tengo il conto delle mie spese di eprsona prodiga, ma ettenta. non posso dire che non perdo niente, ma posso dire cosa perdo e perchè e come.
sono in grado di riferirti la ragioni della mia povertà. purtroppo mi accade come nella maggior parte di quegli uomini capduti in miseria non per colpa loro: tutti sono pronti a scusarli, nessuno a dar loro una mano.
e allora? una persona alla quale basta quel poco che le rimane, non la stimo povera, ma è meglio che tu conservi titti i tuoi averi perchè come dice un vecchio adagio "è troppo tardi essere sobri quando ormai si è al fondo".
al fondo non resta solo il meno..ma il peggio
convinciti che è proprio così come scrivo: certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. ma la cosa più vergognosa è perder tempo per negligenza. pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilagua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell'agire diversamente dal dovuto.
puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valre al suo tempo, e alla sua giornata, che capisca di morire ogno giorno?
ecco il nostro errore: vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata.
dunque, metti a frutto ogni minuto, sarai meno schiavo del futuro, se ti impadronirai del presente. tra un rinvio e l'altro la vita se ne va.
niente ci appartiene, solo il tempo è nostro. la natura ci ha reso padroni di questo solo bene, sfuggevole e labile..chiunque voglia può privarcene.
gli uomini sono tanto sciocchi che se ottengono beni insignificanti, di nessun valore e in ogni caso compesabili, accettano che vengano loro messi in conto e, invece, nessuno pensa di dover niente per il tempo ricevuto, quando è proprio l'unica cosa che neppure una persona riconoscente più restituire.
ti chiederai forse come mi comporti io che do questi consigli. te lo dirò francamente: tengo il conto delle mie spese di eprsona prodiga, ma ettenta. non posso dire che non perdo niente, ma posso dire cosa perdo e perchè e come.
sono in grado di riferirti la ragioni della mia povertà. purtroppo mi accade come nella maggior parte di quegli uomini capduti in miseria non per colpa loro: tutti sono pronti a scusarli, nessuno a dar loro una mano.
e allora? una persona alla quale basta quel poco che le rimane, non la stimo povera, ma è meglio che tu conservi titti i tuoi averi perchè come dice un vecchio adagio "è troppo tardi essere sobri quando ormai si è al fondo".
al fondo non resta solo il meno..ma il peggio
lunedì, settembre 1
sabato 2008/08/30 - domenica 2008/08/31
è difficile da spiegare.
ho atteso il momento in cui l'avrei rivisto per quasi un mese.
ho pensato quasi a tutti i dettagli..abbigliamento, luogo, ora, frasi da dire..reazioni da dimostrare e mostrare..tutto.
e poi ho iniziato ad avere paura..di lui ma soprattutto di me. non volevo (e non voglio) rivivere la solita storia, avere la solita certezza di aver sbagliato..ancora..di nuovo..capire che la favola bella è finita. avevo paura di deludere la mia (e la sua) immagine con la realtà. pare su pare insomma.
ed è vero che lui ha cercato di smontare ogni mio dubbio, ogni mia incertezza. ma i centinaia di chilometri che ci separavano erano piccoli sassolini nelle scarpe.piccoli ma fastidiosissimi.
ma veniamo a noi..
sono arrivata a casa e lui era già li sul suo cavallo bianco (in realtà è nero, ma rende di più il bianco -nds), un mazzo di fiori in una mano e un pacchetto nell'altra..il tuffo al cuore non è stato esagerato come per gli adolescenti, ma ho capito che volevo solo rimanere abbracciata a lui per sempre. sarei potuta morire li e sarei stata felice ugualmente.
in un attimo via i dubbi, via la fatica dei giorni lontano..via tutto!
ho iniziato a sorridere (e non ho ancora smesso..)
cena e notte.
non avrei potuto avere un risveglio migliore..aprire gli occhi e vedere che era li sdraiato sul letto con me e per me.
il contatto con la sua pelle bianca e calda è stata la prima sensazione della giornata.
giornata tra l'altro intensa di emozioni..sul cuscino accanto a me due biglietti per GARDALAND!!!
adesso, so che dopo tutto il miele delle righe precedenti, la meta possa sembrare poco in linea, ma, insomma, mica potevo farmi venire il diabete! ;)
cmq..giornata intensa e stancante..quando siamo tornati a casa siamo riusciti a malapena a mangiare e a farci la doccia e poi siamo crollati addormentati.
...e adesso???
adesso sto così bene con lui e, visto che "del doman non v'è certezza", non mi preoccupo di nulla..
e va bene così.
senza dire altro.
mercoledì, agosto 6
01.08.06 h.12.05 pm
quattro anni fa.
è così tanto..sembra passato un secolo.
ed è così straziante il tempo passato senza la possibilità di parlarti, semza poterti toccare, senza poetr sentire la tua voce..la tua pelle..la tua lingua "ruvida"..e sarà sempre peggio.
il tempo è solo destinato ad aumentare senza la nessuna pietà per me.
nè per il mio cuore.
non posso far altro che lasciarti li al freddo, lontano da me. per sempre..fino al giorno in cui potrò rivederti.
hai trovato il modo per rimanere sempre legato ad un tempo spensierato, ai momenti felici che abbiamo passato..ma a che prezzo tesoro mio?
ci hai lasciati qui, noi che non abbiamo (o non abbiamo ancora) il "coraggio" di ucciderci, ad andare avanti da soli..senza te. ti sei chiamato fuori da questo gioco senza interpellarci..
vorrei sapere se hai pensato a me, a noi prima di farlo..se hai pensato al male che avresti potuto farci.
non ho avuto il tempo di dirti che ti voglio bene.
non ho potuto salutarti.
a volte la domenica mattina - accendendo il cellulare- spero ancora di vedere un tuo squillo..un tuo sms che mi dice di scendere che sei sotto casa per salutarmi..
non succederà..e quando me ne rendo conto ho una fitta..ancora una..
è così tanto..sembra passato un secolo.
ed è così straziante il tempo passato senza la possibilità di parlarti, semza poterti toccare, senza poetr sentire la tua voce..la tua pelle..la tua lingua "ruvida"..e sarà sempre peggio.
il tempo è solo destinato ad aumentare senza la nessuna pietà per me.
nè per il mio cuore.
non posso far altro che lasciarti li al freddo, lontano da me. per sempre..fino al giorno in cui potrò rivederti.
hai trovato il modo per rimanere sempre legato ad un tempo spensierato, ai momenti felici che abbiamo passato..ma a che prezzo tesoro mio?
ci hai lasciati qui, noi che non abbiamo (o non abbiamo ancora) il "coraggio" di ucciderci, ad andare avanti da soli..senza te. ti sei chiamato fuori da questo gioco senza interpellarci..
vorrei sapere se hai pensato a me, a noi prima di farlo..se hai pensato al male che avresti potuto farci.
non ho avuto il tempo di dirti che ti voglio bene.
non ho potuto salutarti.
a volte la domenica mattina - accendendo il cellulare- spero ancora di vedere un tuo squillo..un tuo sms che mi dice di scendere che sei sotto casa per salutarmi..
non succederà..e quando me ne rendo conto ho una fitta..ancora una..
I've been living to see you.
Dying to see you, but it shouldn't be like this.
This was unexpected, What do I do now?
Could we start again please?
I've been very hopeful, so far.
Now for the first time, I think we're going wrong.
Hurry up and tell me, This is just a dream.
Oh could we start again please?
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